Pubblicato da: Andrea V. su: domenica 9 ottobre 2011
Le sette di sera in tardo pomeriggio d’estate. Le auto in coda al semaforo e la gente che cammina sul marciapiede di ritorno dal lavoro.
Scene di ordinario traffico urbano? Non esattamente, almeno non lo scorso 27 luglio a Durham, in Inghilterra. In mezzo a una delle strade principali della città, infatti, un giovane di 28 anni, Jason Waters, veniva selvaggiamente picchiato da due uomini ubriachi.
Urla e spintoni. Il ragazzo, attaccato senza un particolare motivo, è caduto a terra ed è stato ripetutamente preso a calci e pugni dai due balordi.
Qualcuno si voltava e guardava la scena, ma nessuno faceva nulla. La prima ad intervenire è stata una ragazza di 22 anni, Aimee Yule, che lavora in un ufficio situato nel punto dell’aggressione.
Aimee è corsa in strada e senza particolari timori si è avvicinata ai due aggressori. “Temevo che potessero attaccare anche me – ha dichiarato – ma la cosa che avevo più a cuore era la vita di quel povero ragazzo”.
Aimee è così rimasta di fronte ai due uomini tenendo il ragazzo tra i suoi piedi. I due aggressori, Simon Taylor e Ryan Piggford, hanno quindi desistito dai loro intenti brutali e si sono dati alla fuga.
Il comandante della polizia di Durham e il giudice che ha condotto le indagini che hanno portato all’arresto di Taylor e Piggford hanno elogiato il comportamento della ragazza. “È stata semplicemente magnifica – hanno detto -. Il suo intervento è stato decisivo per salvare la vita del ragazzo”.
Un paio di mesi più tardi Jason Waters, completamente ristabilitosi dalle ferite e dalle fratture della violenta aggressione, ha voluto pubblicamente ringraziare Aimee Yule davanti a giornalisti e fotografi.
Fonti: dailymail.co.uk (17/09/2011) e BBC News Online (16/09/2011)