Pubblicato da: Andrea V. su: sabato 25 luglio 2009
Una ragazza di Massa era arrivata in città con il treno per andare a trovare il suo fidanzato quando è stata aggredita. E’ riuscita ad evitare lo stupro prendendo a calci l’uomo che l’aveva già abbracciata e palpata in tutto il corpo

A volte i tacchi possono essere molto utili ad una donna
Si e’ sentita abbracciare e toccare in tutto il corpo, ma non ha avuto un attimo di esitazione: ha sfoderato una poderosa tacchetta al piede dell’uomo che l’aveva aggredita e quando lui ha abbandonato la presa, lei è scappata di corsa, raggiungendo la casa del fidanzato dove era diretta, salvandosi così da un più che probabile stupro in strada.
La violenza sessuale è avvenuta ieri pomeriggio poco dopo le 17 in pieno giorno, in via Trento, una via del quartiere umbertino tra piazza Brin e il ponte della Chiappa. Una ragazza di Massa di 23 anni era appena arrivata in città – via treno – per andare a trovare il suo ragazzo.
E’ scesa lungo le scale metalliche che si affacciano su via Fiume, sotto il muraglione della stazione, ha attraversato la strada e i giardini di piazza caduti del lavoro ed è arrivata in via Trento. Una via piccola e breve, dietro all’istituto professionale Einaudi, con tante auto parcheggiate l’una accanto all’altra. E’ lì, tra una vettura e l’altra, che è avvenuto il tentato stupro. La donna ha avuto la sensazione di essere seguita ma quando ha fatto per girarsi, è stata abbracciata e toccata ripetutamente nelle partiti intime. La sua reazione immediata ha fatto fuggire l’aggressore che lei ha solo intravisto: potrebbe essere una persona di colore. Una volta arrivata a casa del fidanzato, il giovane l’ha convinta ad andare subito nella vicina caserma della polizia municipale per denunciare l’accaduto. I Vigili urbani hanno fatto salire la ragazza di Massa su una delle loro auto di servizio e l’hanno accompagnata in un giro all’interno del quartiere umbertino, alla ricerca del suo aggressore. Dopo quasi un’ora di caccia all’uomo, la vettura dei vigili è rientrata alla base senza aver rintracciato l’uomo. Le indagini, comunque proseguono. E un contributo alla risoluzione del caso potrebbe venire dalle telecamere di sorveglianza situate nel quartiere.
Il Secolo XIX – 24 luglio 2009
venerdì 31 luglio 2009 a 19:46
ciao,vorrei sapere invece come si devono difendere gli uomini dalle false accuse di stupro e che hanno passato anni in galera ingiustamente.le donne non sono sempre e solo vittime.chiaro?