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Rabbioso o sadico: criminal profiling di uno stupratore

Pubblicato da: donnevittoriose su: Lunedì 6 Luglio 2009

Un interessante articolo che prova a tracciare una specie di “identikit” di violentatori. dv

Rabbioso o sadico: criminal profiling di uno stupratore

di Elisabetta Rotriquenz

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06 Luglio 2009 – Negli ultimi sei mesi uno stupratore seriale ha aggredito almeno cinque ragazze nei garage condominiali. “Dammi le chiavi, non ti farò niente” , avrebbe detto alle ragazze per convincerle a non urlare, prima di bloccarle con il nastro e violentarle. Solo in un caso avrebbe impugnato un coltello. Così riporta la Repubblica del 5 luglio 2009.

Più in generale, chi è lo stupratore? È uno psicopatico che prova forti emozioni solo se umilia e domina una donna attraverso la violenza sessuale? È un uomo qualunque che, incapace di farsi valere nella vita quotidiana, si vendica delle sue frustrazioni su una sconosciuta? Quale potrebbe essere il criminal profiling di uno stupratore? Secondo Malamuth (1998) ciò che molti stupratori hanno in comune è l’ostilità elevata verso le donne. Alcuni studi hanno messo in evidenza come lo stupratore tenda a reagire con maggiore eccitazione sessuale a immagini di attività sessuale coercitiva (Lalumiere e Quinse, 1994).

Solitamente gli uomini sessualmente aggressivi tendono a presentare tratti della personalità antisociali e impulsivi (Crowell e Burgess, 1996). Oltre alle tendenze violente, gli stupratori possono avere specifiche difficoltà sessuali. Dai risultati di un ampio studio è emerso che gli uomini che avevano aggredito sessualmente delle donne avevano 3,5 volte maggiori probabilità di riferire la disfunzione erettile (Laumann, 1999).

Simon (1996) riporta come nella letteratura psichiatrica sono stati individuati quattro profili base, che caratterizzano il tipo di violentatore in base alla motivazione:il compensatore: lo stupro è di solito pianificato o premeditato. Il suo comportamento sessuale nei confronti della vittima è espressione di fantasie sessuali. Egli fantastica, o mette in pratica, perversioni sessuali come il voyeurismo, l’esibizionismo, il travestitismo, il feticismo, le telefonate oscene e pratiche masturbatorie stravaganti.

Uno stato di forte eccitazione sessuale può portare a una perdita di controllo e a una percezione deformata della realtà. È portato a vezzeggiare, accarezzare la vittima, magari nel tentativo di rassicurarla e forse di rassicurare anche se stesso. Spesso si verifica un’eiaculazione precoce. Questo tipo di stupratore cerca di compensare un grave senso di inadeguatezza e fallimento come maschio.

Lo sfruttatore: il comportamento sessuale si esprime in un atto impulsivo, predatorio. In questo caso l’atto ha uno scarso significato sul piano psicologico; lo stupro dipende dalla situazione e dall’occasione invece che da una fantasia inconscia. Il violentatore si aggira in cerca di una preda da sfruttare e, una volta trovata, intende costringerla a sottometterglisi. Non gli interessano lo stato di eccitazione della vittima e non vuole stabilire un rapporto con lei. Quando l’occasione si presenta probabilmente non è eccitato, ma la situazione stessa può far scattare l’eccitazione. Negli sfruttatori che hanno un basso grado di impulsività, il comportamento sessuale si manifesta in risposta a qualcosa che minaccia la loro immagine virile. Gli sfruttatori altamente impulsivi sono di solito personalità antisociali, psicopatici.

Il rabbioso: il comportamento sessuale esprime ira e rabbia. La vittima è l’oggetto spostato dell’aggressività del violentatore. Di solito, la rabbia nasce da rapporti infantili caratterizzati da maltrattamento e deprivazione. Gli atti aggressivi non hanno alcun aspetto erotico, perché lo stupratore è pervaso solo dal disprezzo e dall’odio. Tale odio per le donne può esprimersi dall’attacco verbale fino all’omicidio. Anche se il comportamento aggressivo può scattare a causa di fantasie sessuali, l’aggressione sessuale stessa è spesso priva di significato sessuale. Il violentatore può attaccare la vittima perché poco prima è stato insultato (o così gli è parso) oppure perché una figura femminile importante per lui lo ha respinto.

Il sadico: è sessualmente eccitato dalla sofferenza di un’altra persona. Tutti i violentatori provocano sofferenze alla vittima, ma solo i sadici infliggono intenzionalmente sofferenze psicologiche e fisiche per aumentare la propria eccitazione sessuale. Durante le loro aggressioni sessuali, il più delle volte compiono atti di crudeltà estrema. L’aspetto sessualmente eccitante dell’aggressione è legato al dolore o all’umiliazione inflitti alla vittima. Di solito questo comportamento quasi non conosce limiti e raggiunge apici di brutalità e violenza prima di placarsi.

I violentatori possono essere classificati ulteriormente in base al grado di motivazione aggressiva: si ha allora il tipo strumentale e il tipo espressivo. Il violentatore strumentale ha uno scopo prima di tutto sessuale. L’aggressività è il mezzo attraverso cui la vittima viene costretta all’acquiescenza. Il violentatore espressivo ha uno scopo anzitutto aggressivo e mira pertanto a fare del male alla vittima.

Strumentali sono le tipologie del compensatore e dello sfruttatore, mentre espressivi sono il rabbioso e il sadico. Le classificazioni possono essere ancora più precise tenendo conto del grado di impulsività presente in ciascuna tipologia. Il grado di impulsività dello stupratore si ricava, oltre che dal modus operandi, dal suo comportamento in aree estranee al reato, come il lavoro, i rapporti interpersonali, le decisioni economiche e altri eventi di vita.

Fonte: Tiscali Donna – http://donna.tiscali.it/articoli/psicologa/09/07/tipologie_stupratori_123.html

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